Attorno alla mia gola stringe, forte, ancora più forte. Vorrei che un filo di ferro mi spezzasse le ali, la vita. Lo desidero giorno e notte ormai, non faccio altro che pensare a quando sarà la mia fine a quando potrò mettere uno dei miei tanto amati punti alla fine del mio breve racconto. Penso spesso a cosa rimarrebbe della persona che sono, non lo so, forse proprio perchè non sono chi sono io davvero. Chi mi conosce? Sapere quali sono i miei colori preferiti, o il mio libro preferito non qualifica nessuno come profondo conoscitore del mio vero io. Quanta banalità nelle mie righe. Chi scoprirebbe questo mondo incantato? Chi scoprirebbe tutte quelle persone a cui voglio davvero bene? Un suicidio ricoperto da una patina giallastra di falsità e nicotina. Vorrei che qualcuno guardandomi negli occhi mi capisse, ma io sfuggo a tutti praticamente. Scappo da ogni realtà per rifugiarmiin me stessa ed anche se è un posto freddo e dove sono sola, forse è l'unico posto in cui riesco a rimanere un po' più a lungo.
Che poi se ci penso è tutta una straordinaria follia perchè ho un ragazzo, degli amici, conoscenti a non finire, ho una madre che mi vuole bene e anche i miei nonni, zii, cugini. Ho l'università, la fotografia, la lettura. Ma nulla basta. Non basta nulla nel mondo che vorrei. Non basto io, tanto per iniziare e non bastano i miei falsi sorrisi e le mie paure nascoste.
Ma dove sto andando? Qual è la direzione che dovrei seguire adesso? Chi me la indica. Non so cos'è adesso questa vita, ma so che mi lega forte polsi e caviglie, sanguino ed ho paura. Vorrei smettere di avere paura.
Il peso è aumentato, mi sono rifugiata nel cibo come una moribonda davanti ad un banchetto di nozze. I numeri si susseguono speigati su quella bilancia. Un corpo freddo di macchina non potrà mai volermi bene e adesso me lo sta dimostrando più che mai. Ma dov'è un abbraccio sincero quando serve? Non voglio giudizi, non voglio parole, voglio solo due braccia che mi stringono forte nel silenzio. In mezzo ad un silenzio assordante.
L'altra notte ero con Lui nella mia casa al mare, erano le 4.30, eravamo stati svegli a dire cazzate, guardare la tv, giocare a poker, fare parole crociate, mangiare.. poi a letto lui mi ha stretta forte a sè da dietro, ecco, lì, inq uel preciso istante ero dove volevo essere, tra due braccia che mi vogliono bene in mezzo al solenzio assordante della campagna di notte. Non un rumore, non un respiro, niente di niente, eravamo solo io e quelle due braccia forti. Credo allora di averlo amato come non mai. Mi ha regalato uno spazio che sentivo mio davvero.
Domani dovrei alzarmi alle 7.20, prepararmi ed andare all'università prendendo il treno delle otto e mezza dal mio paesello. Ho deciso di boicottare la maggior parte delle lezioni. Non può esistere un fil di ferro anche qui, no. Mi alzerò a 5 alle nove, e poi prenderò un treno alle dieci per farmi due orette di lezione in santa pace e per poi andare a studiare in una biblioteca in centro, bella grossa e silenziosissima. voglio stare da sola tutto il giorno. ma ancora non lo so con certezza. Ho un po' di voglia di piangere.
Da domani riprenderò a fumare qualche sporadica sigaretta, mi sento meno sola con quel fumo che aleggia davanti ai miei occhi e con quell'indice della mano destra tutto ingiallito. Non so.
Adesso credo concluderò qui. Mi metterò forse a leggere qualcosa, non so. Vorrei addormentarmi con il sorriso.
Goodnight.
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